Discutiamo la legge 68/99 [ parte II ]
Dicembre 29th, 2008
Dunque, riflettendo sulla legislazione di cui si e’ munita la Repubblica Italiana per regolamentare la materia dell’ accesso al mondo del lavoro di noi lavoratori “disagiati” ( ho utilizzato questo termine perche’ mi pare il piu’ consono tra i vari che si utilizzano il piu’ ricorrente dei quali e’ , come tutti ben sappiamo, “disabili”), sono giunto ad un ennesimo approfondimento, ad una comprensione migliore di quella a cui ero giunto precedentemente.
Oltre al fatto che la legge 68/99 in se stessa non assicurare il completo assorbimento dei lavoratori “disagiati” ora incomincio a credere in realta’ che si tratti anche di un problema culturale.
Si, incomincio a ritenere che il popolo italiano, che sulla carta e’ cosi’ generoso e capace di slanci, nella quotidianita’ della vita comune non accetti molto colui che e’ diverso, in questo caso i lavoratori “disagiati”.
E questo atteggiamento sbagliato nei confronti della disabilita’ ( ora si che finalmente si puo’ utilizzare, e con profitto , il termine), viene vissuto sia dal legislatore ( il Parlamento Italiano) sia dalle istituzioni o enti da coloro cioe’ che debbono realizzare, mettere in pratica, controllare l’ appilicazione della legge (Province),e sia dagli imprenditori, quand’anche dai lavoratori stessi.
Verificare tutto cio e’ alquanto semplice :
- Il Parlamento Italiano ha approvato la legge 68/99, ma, in tale legge e’ previsto che l’ imprenditore quand’ anche non ottemperi alla legge, subisca solo delle sanzioni pecuniarie. Cioe’ : io, Stato Italiano, legifero in materia di diritto al lavoro per i soggetti portatori di disabilita’, ma poi concedo al datore di lavoro senza incivile la scappatoia.In pratica lo Stato Italiano , non tutela i miei diritti ad ottenere i mezzi di sostentamento, per favorire un mentecatto che ritiene che una persona “disagiato” non abbia diritto a guadagnarsi di che vivere nella propria azienda.
- Provate a fare una semplice ricerca internet su google col lal chiave categorie protette :troverete tra i risultati le varie del Collocamento Mirato delle Provice Italiane.Io posso portare due esempi a caso : ho visitato le pagine dei servizi per i lavoratori disabili ed in entrambi i casi il servizio di collocamento era chiamato : servizio Collocamento Mirato Disabili. Sul sito del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, la materia relativa al collocamento mirato dei soggetti portatori di disabilita’ e’ chiamata legge 68/99. Mi pare che vi sia una notevole distinzione definire una materia cosi’ delicata nella maniera suddetta, piuttosto che il modo in cui abitualmente vengono chiamati gli uffici provinciali che noi tutti conosciamo. Questo generte di cosa ci fa capire : che i servizi povinciale per il collocamento mirato ci considerano degli ammalati ? Che i servizi provinciali per il collocamento mirato ci considerano dei cittadini di serie B ? I collocamenti mirati in estrema sintesi ci definiscono in base ad una nostra qualche nostra non-abilita’, i collocamenti mirati mettono in risalto la nostra deficienza, mentre la definizione posteriore ci definisce soggetti. Io ritengo che uno stato non puo’ non rispettare la personalita’ e la dignita’ dei suoi cittadini seppur disabili, tutti i cittadini dovrebbero avere pari dignita’ e trattamento.ora veniamo.
- Avete mai provato ad inviare una candidatura per una offerta di lavoro non destinata alle categorie protette. Io si ci ho provato, e per quale motivo non dovrei? Voglio dire i nostri cari amici imprenditori ci assumono solo se obbligati per legge? Un appartenente alle categorie protette non puo’ essere assunto per merito, perche’ e preparato in una tale materia o ha delle doti, o semplicemente conosce il lavoro perche’ l’ ha sempre fatto poi ha avuto un incidente? La legge 68/99 non prevede degli sgravi fiscali per chi assume un lavoratore “disagiato”? Dunque perche’ non tenerci in considerazione per qualsiasi genere di occupazione ?
- Infine veniamo ai lavoratori cosiddetti normali, siamo sicuri che ci considerino come gli altri :
provate a leggervi gli interventi di tale Max nella discussione sulle categorie protette del blog di infojob, raccapricciante…!
Veniamo poi agli Enti preposti alla messa in pratrica della legge, che noi tutti sappiamo essere le Province.
Ora ai nostri cari amici imprenditori.
Ripeto e’ anche una questione di civilta’ : il popolo italiano non e’ ancora abituato a convivere con la disabilita’, con l’ invalidita’.
E’ triste ammetterlo, ma e’ cosi’.
Categorie: La Legge 68/99 funziona ? |























[...] il corso per piu’ edizioni. Questa nuova conclusione mi ricollega tra l’altro al terzo punto della seconda discussione sulla legge [...]
salve scrivo soltanto x dire che, è vero, gli italiani non sono abituati alla convivenza con colleghi portatori di handycap, secondo me xchè credono di essere svantaggiati rispetto a noi, non sapendo che nonostante l’ essere consapevoli del nostro handycap cerchiamo di operare come persone normali a volte, spesso, sfruttati intelligentemente dagli stessi oltre che dai datori di lavoro consapevolmente…ma di fondo ci guadagnamo da vivere come tutti chi più chi meno, ma li comprendo è una vita difficile..saluti rubiu giuliano.. ps alziamo i salari e vogliamoci bene
@ giuliano
Grazie per il tuo commento..anche se ci ho capito poco.
Comunque il tuo commento ha portato una ventata di leggerezza, bravo.
PS
Ma ho capito bene ?I normodotati credono di essere svantaggiatai? Ti riferisci al fatto che interpretano male la legge 68/99 e pensano che gli invalidi debbano essere assunti per legge e magari perche’ i datori dovrebbero avere unattimo piu’ di riguardo? ..e’ cosi?
Saluti
salve..si piu o meno..il punto è che ognuno cerca di, a livello di supremazia, arrivare non si sa dove xche in un posto di lavoro si produce e come si sà siamo abituati a farlo il meno possibile e se un’azienda assume, subito si pensa:meno male è arrivato (scusi il termine) chi si fa il culo al mio posto essendo io il più anziano..!!!ok giusto…però le aziende, a prescindere che devono x legge assumere lav protetti, usufruiscono di alcune convenzioni particolari sui territori dove operano e non x il buon cuore e secondo me è soltanto questo il loro scopo ammortizzare….e noi che protetti siamo? ma cio non mi spaventa, anzi, mi rimette in gioco a dimostare a me stesso e agli altri che sappiamo lav a volte con molto più criterio di chi è ” normale”…ps poi se lei mi può indicare come salvaguerdare il mio posto di lav a contratto determinato con la legge 66/99 e può capire quali guerre psicologiche devo affrontare quotidianamente sul posto di lav… le sarei grado…xche sono sicuro che il 4 dicembre prenderano un’altro precario x le sopracitate motivazioni….ammortizzare, risparmiare, sfruttare…un cordiale saluto rubu giuliano
@ Giuliano
Tu sei stato assunto a tempo determinato con la legge 68/99 ?
………?
Puo’ essere che il collocamento obbligatori abbia fatto una convenzione con la tua ditta pero’ e’ strana sta cosa.
Quando sei stato assunto?
Comunque dovresti informarti beneil tuo caso al collocamento mirato nel quale sei iscritt : puo’ essere che il genere di attivita’ dove sei impegnato richieda [ purtroppo ] unproduttivita’ molto elevata o dterminate caratteristiche per cui i datori di lavoro hanno stipulato una convenzione con la l’ ufficio di collocamento obbligatorio della tua provincia nel quale si sraabilisce che vogliono “provare” il lavoratore protetto prima di assumere…ma tu mi dici che il contratto scade il 4 dicembre
Be comunque non ti abbattere e nel frattempo fai domande in giro.
Inoltre se alla provincia non sono chiari prova qui :
http://www.lavoro.gov.it/lavoro/istituzionale/RelazioniPubblico/URP.htm
Se avro’ altre idee o trovo qualcuno che ti sa rispondere meglio di me te lo faccio sapere!
ciao
[...] ( la legge 68/99), un disabile, successivamente essere messo nelle quasi sicure condizioni di non trovare lavoro, infatti spessissimo le categorie protette o si adattano a trovare dei lavori normali, cioe’ [...]
salve di nuovo..volevo rivolgere una domanda se posso….più che altro un info…sò x vie traverse che un’appartenente alle cat protette possono, con alcune specifiche di legge che nn conosco bene, usufruire di condizioni particolari cimentandosi nel mondo del lavoro autonomamente come ditta , azienda o altro la domanda è: se può indicarmi, a chi ci si può rivolgere x avere un supporto sicuro..ioavrei questa intenzione..magari riuscissi grazie cordiali saluti
@ Giuliano
questa domanda ritorna spesso e comunque l’ ho gia’ trovata in rete.
Ricordo che avavo letto di una ragazza disabile di Firenze che mettendosi in proprio non aveva usufruito degli stessi vantaggi che la legge 68 prevede se lei fosse stata dipendente
Cmq ti consiglio di contattare magari l’ ufficio di collocamento obbligatorio nel quale sei iscritto e conattare il centro di contatto del ministero del lavoro:
http://www.lavoro.gov.it/lavoro/istituzionale/RelazioniPubblico/URP.htm
Poi ovviamente ci farai un dettagliato resoconto
Aloha
d’accordo aloha
salve dico solo una cosa….è inutile piangersi addosso e cercare che qualcuno ci capisca…dobbiamo cavarcela da soli…chi la pensa come me mi contatti ho un modo x potercela fare….io ci provo ma da solo non posso farcela sono anch’io disabile e mi sono scocciato di chiedere l’elemosina….. mettiamoci in proprio contattatemi al seguente indirizzo william1965@hotmail.it….non è un miracolo ma una possibilità che io ho considerato vorrei coinvolgere anch voi ciao rubiu giuliano
[...] : in questo blog ci sono fior fiore di articoli ( leggi qui e qui )che confutano coi fatti questa idea che serpeggia nell’ opinione pubblica italiana : [...]