Fish: “La nuova Alitalia chiude le porte ai disabili”

Agosto 1st, 2008

16 dicembre 2008. J’accuse di Pietro Barbieri, presidente della Federazione italiana per il superamento dell’handicap: “Dalle 12 mila assunzioni decise in questi giorni da Cai escluse tutte le persone con disabilità e i familiari che utilizzano permessi per la loro assistenza. Resiste lo stigma della scarsa produttività

ROMA - “In questi giorni Cai sta escludendo tutte le persone con disabilità dalle assunzioni per la nuova Alitalia. A non poter contare sulla conferma del proprio posto di lavoro non sono solo le persone con disabilità motorie, ma anche interi gruppi di persone sorde, considerate non produttive“.osì il presidente della Fish, la Federazione italiana per il superamento dell’handicap, Pietro Barbieri ha denunciato i criteri seguiti dall’azienda nella scelta del personale per la nuova gestione della compagnia di bandiera. Barbieri, intervenendo all’Auditorium dell’INAIL alla presentazione del nuovo portale Superabile.it, ha ricordato che già ad ottobre l’amministratore delegato, Rocco Sabelli, aveva definito dei criteri di assunzione fortemente penalizzanti per le persone con disabilità e, più in generale, per tutti coloro che usufruiscono di permessi lavorativi per l’assistenza a familiari disabili secondo il dettato della legge 104/92.

“Quanto promesso allora si sta realizzando oggi”, spiega Barbieri. “Ancora una volta resiste lo stigma della scarsa o nulla produttività sul lavoro della persone disabile e l’idea che rappresenti un peso e un costo piuttosto che una risorsa da valorizzare e un valore aggiunto per la stessa azienda. Tutto questo torna ora di stretta attualità in coincidenza con una operazione di assunzione che riguarda oltre 12mila persone”. Secondo Barbieri il comportamento di Cai nella vicenda Alitalia rispecchia la logica della “caccia al fannullone” voluta dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, rispetto alle nuove norme sull’ottenimento dei permessi lavorativi per l’assistenza di familiari disabili.

“Rispetto alle prime intenzioni del ministro abbiamo ottenuto una attenuazione delle modifiche alla legge 104/92 penalizzanti per i lavoratori con familiari disabili, ma ciò che più ci premeva era un totale cambio di prospettiva sulla vicenda che è stato, invece, totalmente ignorato”, ha concluso Barbieri. “Avevamo proposto un’operazione radicale, cioè quella di ricondurre il diritto alla persona assistita e non al parente, di modo da venire incontro ai bisogni reali, attuando al tempo stesso opportune verifiche con relative sanzioni per colpire gli abusi. In questo modo il diritto si sarebbe esteso verso il soggetto disabile (ad esempio con l’assistenza anche durante il periodo di ricovero ospedaliero) e per altro verso si sarebbe ridotta la possibilità per il familiare di utilizzare l’art.33 senza una vera attenzione alla persona disabile. Su tutto questo, però, non ci hanno dato retta e le conseguenze si vedono tutte”.

Fonte : Redattore Sociale di INAIL.it

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Categorie: Rassegna Stampa |

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